Sinistra e Ambiente: "Dov'è finito il documento di Arpa su ex Medaspan e diossina?"

MEDA - Il gruppo di Sinistra e Ambiente torna di nuovo sulla questione ex Medaspan e sulla possibilità che l'intervento di riqualificazione possa portare alla movimentazione di terra ancora inquinata da diossina. E rivela che esiste un documento di Arpa mai finito agli atti.

Aveva sollevato la questione in Consiglio comunale facendo presente che l'area ex Medaspan, quella destinata a ospitare un centro commerciale e un albergo, potrebbe essere interessata dal problema della diossina e dalla necessità di una bonifica. Il gruppo di Sinistra e Ambiente, nel giorni successivi, non ha abbassato la guardia. Anzi, ha contattato direttamente Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), per un confronto.

E ha scoperto che la stessa Arpa già nel mese di luglio aveva scritto al Comune fornendo una serie di indicazioni. Finora non recepite. Anzi, dello stesso documento non si fa alcun cenno in sede di Valutazione ambientale strategica. Le perplessità di Sinistra e Ambiente nel comunicato che è stato inviato alla stampa:


Sinistra e Ambiente ha ritenuto necessario approfondire la questione relativa all’effettuazione di ulteriori analisi chimiche per l'area ex Medaspan, ora interessata da un Piano Attuativo per l'insediamento di un centro commerciale o Grande Superficie di Vendita (GSV), di un albergo e relativi servizi. Oltre ad essere stata interessata da attività produttive che richiedevano l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose, l’area di intervento risulta anche compresa nel perimetro della zona R, così definita a causa della contaminazione prodotta dal disastro Icmesa del 1976.

Per questo, il 29 Ottobre 2015 abbiamo sottoposto al Sindaco e al Consiglio Comunale la richiesta di effettuare analisi cautelative supplementari per la ricerca di diossina TCDD, di solventi e di formaldeide, ma il Consiglio ha bocciato la nostra mozione. Abbiamo quindi contattato il dipartimento di Monza e Milano di Arpa segnalando la problematica e chiedendo quale fosse in merito il coinvolgimento della Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

Così sì è potuto verificare che Arpa ha inviato il 17 Luglio al Comune di Meda una comunicazione denominata: "relazione tecnica conferenza di valutazione relativa al rapporto ambientale e al documento del piano di governo del territorio- piano attuativo area di trasformazione AT1 del comune di Meda".

Purtroppo il Comune ha convocato la seconda conferenza di Valutazione Strategica relativa al piano il 14 Luglio, ben prima del termine di 60 giorni entro il quale gli Enti avrebbero potuto far pervenire le loro Osservazioni (24 luglio). Forse per questo motivo, della comunicazione di Arpa non è stata fatta menzione nel documento di sintesi della Vas e negli atti di approvazione del Piano.

Nel documento comunque inviato da Arpa al protocollo comunale,  ma senza alcun recepimento formale nella procedura di Vas, oltre alle valutazioni sul Documento di Piano, Arpa si esprime anche in merito al rapporto ambientale prescrivendo alcune integrazioni. Tra queste, sul capitolo suolo e sottosuolo, scrive che: 

"si rimanda comunque alla fase di scavo dell'area per un'indagine ambientale più accurata nel caso emergano fattori ambientali non individuati in questa fase preliminare".

Questa formulazione lascia già intendere l’esigenza di approfondimenti: il Piano Ambientale predisposto dalla parte proponente, Pabel s.r.l., non aveva “individuato” i fattori di rischio realmente gravanti sull’ambito e pertanto aveva limitato le analisi chimiche al minimo indispensabile, non prendendo in considerazione che l'area ex Medaspan fosse compresa dentro la zona R per livello di contaminazione da TCDD dell'Icmesa e che lì erano effettuate lavorazioni con l'uso di formaldeide e solventi.
Aspetti questi che avevamo sottolineato nella mozione, ed ancor prima come ambientalisti nelle Osservazioni alla Vas presentate dal WWF, senza che siano stati state presi in alcuna considerazione.

Con una mail nella quale comunicava l’inoltro a Sinistra e Ambiente del documento trasmesso a suo tempo al Comune, il Direttore di Arpa, Ing. Olivieri, precisava altresì :

"…si evidenzia che nell'ambito delle osservazioni inviate nel corso del procedimento di VAS …al Comune si  rinviava ad una successiva fase di scavo la necessità  di effettuare indagini ambientali più  accurate. Considerando che l'area ex Medaspan, oggetto di intervento di piano ricade in zona individuata a suo tempo come zona R, la scrivente Agenzia ritiene indispensabile la ricerca di tutti i parametri che potrebbero essere presenti sul suolo e sottosuolo. In particolare nello specifico appare evidente, per la presenza della Medaspan e dell'incidente occorso nelle aree limitrofe, che i parametri chimici da sottoporre a ricerca nei campioni di terreno in suolo e sottosuolo oltre a quelli usualmente ricercati sono da aggiungere i seguenti:  TCDD e furani, Alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni, BTEXS e formaldeide, solventi. I limiti di accettabilità  della formaldeide, non contemplata nella tabella 1 in allegato 5 al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs.152/06 dovranno essere confrontati con quelli indicati dall'Istituto Superiore di Sanità  nel proprio parere Protocollo 22282 del 03 maggio 2006 (0,1 mg/Kg per i siti a destinazione verde residenziale e 2 mg/Kg per quelli a destinazione commerciale/Industriale."

Al di là di capire il motivo per il quale nell’elaborato di approvazione della Vas, il Comune di Meda abbia ritenuto di non citare le Osservazioni di Arpa, né di tenere in considerazione le conseguenti richieste di approfondimenti analitici che derivavano dal documento Arpa e dalle Osservazioni WWF, sottolineiamo come le evidenze esplicitate dal Direttore di Arpa siano le stesse contenute nella mozione bocciata in Consiglio Comunale.

A questo punto Sinistra e Ambiente si attende che questa fase di indagine, richiamata anche da Arpa, sia tenuta nella debita considerazione da parte dell'amministrazione comunale, chiedendo a Pabel l'elaborazione di un Piano di gestione e di utilizzo delle terre di scavo che preveda le determinazioni analitiche supplementari con il coinvolgimento di Arpa.