In carcere una vita stupefacente: ingente quantitativo di droga sotto a un letto

MONZA - Il Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) rivela che venerdì è stata svolta dagli agenti di Ivrea un'attività di perquisizione interna: trovato un ingente quantitativo di droga nella cella occupata da un italiano e un sudamericano

Droga in una cella del carcere di Monza, nascosta sotto al letto. E' la scoperta fatta dalla Polizia penitenziaria che, venerdì, ha passato al setaccio il carcere.

Un controllo reso noto da Nico Tozzi, vicesegretario regionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), spiegando che sono intervenuti i poliziotti del carcere di Ivrea per una perquisizione interna finalizzata a prevenire l'eventuale possesso di oggetti non consentiti in cella.

"Una volta raggiunta la sezione dove sono in atto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, cioè con controlli occasionali - racconta Tozzi - in una cella occupata da un italiano e da un sudamericano 
«I poliziotti penitenziari del carcere di Ivrea hanno condotto una perquisizione interna finalizzata a prevenire l’eventuale possesso di oggetti non consentiti in cella - spiega Nico Tozzi, vice segretario regionale Sappe della Lombardia -: una volta raggiunta la sezione dove sono in atto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, cioè con controlli occasionali, in una cella occupata da due ristretti (uno italiano, l’altro sudamericano) è stato trovato un congruo quantitativo di sostanza stupefacente, presumibilmente cocaina, occultato sotto il letto. Entrambi i reclusi sono stati spostati nella sezione isolamento del carcere brianzolo. Ancora una volta si deve ringraziare l’operato della Polizia penitenziaria che con grande professionalità ha ritrovato lo stupefacente".

Donato Capece, segretario generale del Sappe, evidenzia che per la sicurezza delle carceri servirebbero 8 mila agenti in più e che la legge di stabilità ha bloccato l'assunzione di 800 nuovi poliziotti.


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