Cattaneo scrive al ministro: "Non avete una percezione reale della situazione nelle Groane"

CERIANO LAGHETTO - Gli spacciatori ormai si sono stabiliti qui malgrado i continui sforzi dei Carabinieri, spesso vanificati dalle nostre leggi. Il sindaco Dante Cattaneo, dopo la sparatoria dell'ultimo weekend di marzo, ha scritto al ministro per chiedere un intervento

Il sopralluogo effettuato di recente dall'esercito era stato interpretato in modo molto positivo. Poi a Ceriano Laghetto si è tornati a fare i conti con la quotidianità. Ovvero con lo spaccio di sostanze stupefacenti e, purtroppo, anche con episodi di violenza così come testimoniato dalla sparatoria dell'ultimo weekend di marzo.

Il sindaco Dante Cattaneo, sempre più arrabbiato, ha scritto una nuova lettera indirizzata al ministro dell’Interno e al prefetto di Monza e della Brianza per denunciare, per l’ennesima volta, la situazione di vera e propria emergenza nelle aree del Parco delle Groane, in alcune zone sotto il pressoché totale controllo di spacciatori e tossicodipendenti.

Il primo cittadino annuncia che ai volontari che già da tempo presidiano in momenti alterni, la stazione “Ceriano Groane”, per garantire la sicurezza degli studenti pendolari, in mancanza di risposte efficaci da parte delle istituzioni, sono giunte da più parti richieste e proposte di cittadini per effettuare “ronde” all’interno dei boschi.

Nella lettera viene ricordato che “solo dall’inizio del 2017 e solo sul territorio di Ceriano Laghetto, si sono registrate due aggressioni particolarmente cruente a cui si aggiunge quella registrata nella confinante Solaro, con uno spacciatore colpito da colpi di carabina, prima dell’episodio, ancora tutto da chiarire, dello scorso fine settimana”.

A pochi giorni dal delitto, la questione è stata affrontata anche dal Consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità una mozione che dà mandato al Sindaco per chiedere al prefetto l’istituzione di un tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica direttamente a Ceriano Laghetto.

“Pare evidente - scrive il sindaco - che, dagli uffici della Prefettura e tanto meno da quelli del Governo, non si abbia una percezione reale della situazione nell’area, più volte descritta nelle mie numerose precedenti. Una lacuna a cui si potrebbe facilmente riparare con una visita personale sul posto, per la quale mi rendo fin da ora disponibile a fare da guida, come accaduto in occasione delle recenti visite degli ufficiali di due differenti reparti dell’Esercito Italiano”.

Insomma, la misura ormai è colma e a Ceriano Laghetto cresce il risentimento di fronte a spacciatori e tossicodipendenti che si sono di fatto impossessati di una grande fetta di bosco che fino a qualche anno fa era frequentata soprattutto da sportivi, mamme, bambini, famiglie e pensionati.

“E’ attesa - aggiunge Cattaneo - una risposta concreta ed efficace da parte dello Stato, che vada ben oltre i pur numerosi e lodevoli interventi effettuati dai Carabinieri, che si risolvono nella maggior parte dei casi con l’emissione di fogli di via puntualmente ignorati dai destinatari o, in qualche caso, con arresti nei confronti perlopiù di stranieri, immigrati e senza fissa dimora, che vengono vanificati con la scarcerazione nel giro di pochi giorni o poche ore”. 


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