Un viaggio virtuale nell'ex manicomio: la follia è stata abbandonarlo

LIMBIATE - Viaggio fotografico nell'ex manicomio di Mombello. Inizia con questo servizio un tour virtuale nei luoghi abbandonati della Brianza. Quelli che, utilizzati per gli usi più disparati, ora sono un patrimonio architettonico, storico, culturale, che bisogna recuperare.

Inizia questa settimana un viaggio nella Brianza. Non è quello classico degli itinerari turistici, anche se va alla riscoperta di edifici ed aree dismesse. Spazi che sono tutt'ora un patrimonio per il nostro territorio, anche se si trovano in condizioni decadenti. Nella speranza che questo tour virtuale possa toccare la sensibilità di cittadini e istituzioni affinché, chissà mai, si possa arrivare negli anni a recuperare queste aree e a rimetterle a disposizione della comunità brianzola.


L’ex ospedale psichiatrico Giuseppe Antonini, famoso come il manicomio di Mombello di Limbiate, è oggi in uno stato di degrado e abbandono, ma nel corso del Novecento è stato l’ospedale psichiatrico più grande d’Italia e ha ospitato migliaia di persone. Si trova all’interno dell’enorme complesso di villa Pusterla-Crivelli, padiglioni e giardini recintati da un muro alto due metri.

La villa risale al XIV secolo, dalla famiglia di nobili lombardi Pusterla – molto probabilmente su un edificio medievale ancora più antico – passando poi agli Arconati e ai Crivelli, fino a diventare il quartier generale di Napoleone Bonaparte durante la campagna d’Italia. A inizio Ottocento venne abbandonata e poi acquistata dal Comune di Milano, che nel 1863 la ristrutturò e la trasformò in ospedale psichiatrico.

Nel corso del tempo il numero dei pazienti aumentò sempre più, fino a superare i 3.500 durante la Prima guerra mondiale, con la conseguente apertura di alcune succursali. Con l’entrata in vigore della legge Basaglia, nel 1978, anche il manicomio di Mombello venne chiuso, e smantellato definitivamente nel 1999. Da allora il complesso è stato gradualmente abbandonato, tranne Villa Crivelli, le palazzine di un istituto per periti aziendali e il «Corberi», una casa d’accoglienza per malati psichici gravi.

Sonia Tripoli